COSA STA  SUCCEDENDO ALLE NOSTRE CITTA’? NEGOZI DEL CENTRO E VETRINE TUTTE UGUALI! PERCHE’ E TUTTO COSI’ PIATTO?

COSA STA SUCCEDENDO ALLE NOSTRE CITTA’? NEGOZI DEL CENTRO E VETRINE TUTTE UGUALI! PERCHE’ E TUTTO COSI’ PIATTO?

maggio 12, 2016 22 Di Antonio Nuca

negozidelcentroOggi parliamo di commercio, dei negozi del centro storico e a dir la verità sono un po’ arrabbiato e deluso.

Vedo la società andare in una direzione che non mi piace per niente e sento il desiderio di farti partecipe della situazione.

Non so se tu che mi leggi sei d’accordo o meno, ma per una volta non voglio essere diplomatico, voglio prendere una posizione netta, sempre rispettando le idee di tutti, ma non mi piace la strada che sta prendendo il commercio nel nostro paese (e forse nel mondo).

Oddio! Non è che ai poteri economici interessi molto quello che penso, ma chi ha voglia di sentirsi un po’ ribelle, salga in auto con me. Facciamo un bel giro, vediamo quella che è la triste realtà e vediamo per quel pugno di sognatori che mi segue, quali contromisure adottare per cercare di limitare i danni e conservare i vecchi negozi del centro.

 

Dicevamo della piega che sta prendendo il commercio…

 

Una delle cose più belle che possiamo fare in Italia è quella di visitare delle bellissime città.

Ora non sto qui a elencarle, per non scontentare nessuno, però un giro in un centro storico, con i suoi monumenti, con i suoi negozi caratteristici è davvero un bel passatempo  che unisce cultura, gastronomia e magari shopping.

 

Sai, quel capo particolare che hai visto in una vetrina di Mantova durante una gita, che nella tua città non si trova e che fa morire d’invidia le tue amiche perché non lo possono avere?

Questo sarà sempre più difficile che avvenga.

 

Ma cosa sta accadendo sempre di più nel cuore delle nostre città alla velocità della luce e che dovrebbe allarmare anche te?

 

I negozi! I negozi del centro non sono più quelli di un tempo.

 

Oramai, in quasi tutte le città i negozi locali stanno chiudendo e stanno lasciando lo spazio ai monomarca delle grosse compagnie (e anche qui per non far torto a nessuno non li citeremo) ma che stanno rendendo ogni luogo uguale a un altro.

 

L’ennesimo negozio di intimo, l’ennesimo negozio di abbigliamento, l’ennesimo della grande catena di fast-food.

 

Ci stiamo proprio “americanizzando”…ma quale è il problema?

 

Te lo dico subito.

 

Ci stiamo appiattendo. Stiamo rendendo Torino uguale a Verona, uguale a Bologna…e così via.

 

A Verona ad esempio, la via dello shopping, Via Mazzini, sta diventando sempre più indistinguibile da un centro commerciale.

Prodotti massificati, quasi sempre di importazione, di qualità neanche a parlarne.

 

All’estremo opposto, si trovano anche i negozi delle grandi griffe, evidentemente presenti per i turisti danarosi e per motivi di marketing (sostanzialmente anche se non guadagnano, le spese vengono gestite come fosse pubblicità)

 

Di negozianti indipendenti, magari storici, sono rimasti oramai pochi pionieri, strozzati da affitti impossibili e dalla potenza di fuoco dei colossi.

 

Certo c’è sempre l’alternativa delle periferie e dei piccoli paesi…MA…

Il primo ostacolo al fatto che qualche negozio del centro storico possa resistere ancora è dato dalla grande distribuzione che oramai, all’esterno di ogni centro urbano, FILTRA ogni passante attirandolo a sé con offerte, sconti e feste.

 

Lo prende, e gli appioppa tutta una serie di prodotti, che nella maggior parte dei casi si possono definire “spartani” anche se con le luci e con la musica te li fanno apparire perfino belli.

 

Non so cosa ne pensi tu, ma io trovo che i centri commerciali siano luoghi irreali, “sintetici”. Un paese dei balocchi, dove la ricompensa è un “gadget” prodotto da una persona con gli occhi a mandorla pagata con una tazza di riso.

 

E sai cosa ci stiamo perdendo con queste miopi scelte?

 

Ci stiamo perdendo la cultura, la manualità, la sapienza e l’arte della nostra manodopera specializzata. Gente che ha imparato a bottega dai propri padri. Gente che oramai non ha più figli a cui insegnare. Lavori che andranno irrimediabilmente persi.

 

Quindi, se ci pensi bene, anche tu con il tuo portafoglio, con le tue scelte puoi ancora fare molto per cercare di conservare queste eccellenze.

 

Come?

Ad esempio acquistando i prodotti made in Italy. Che magari costano di più, ma che in termini di durata, bellezza e salute offrono le garanzie migliori.

 

 

Poi c’è un altro aspetto che da genitore mi dà molto fastidio. I miei figli rinunciano ad avere le cose belle, per volere le cose uguali agli altri  per non sentirsi diversi.

Non hai idea di come è stato difficile per me, convincerli che durante l’inverno è meglio andare a scuola con un bel paio di scarpe di pelle, (non immaginare ti prego delle scarpe da ottuagenario…di pelle, ma sempre grintose e attuali..)  che li fanno stare caldi e asciutti, anziché usare di quelle di tela che hanno tutti, a volte anche quando nevica!

 

In pratica, sempre con le dovute eccezioni, stiamo allevando una generazione che non sviluppa il senso del bello, della qualità, ma è abituata ad avere di tutto, ma mediocre.

Parlo di scarpe a 29 euro, maglie a 19, camice a 15 e così via…

 

Vuoi mettere quando una trentina di anni fa, noi ragazzi di allora, ambivamo ad avere il nostro giubbotto di pelle nera tipo Fonzie…dopo anni di insistenza e di sacrifici dei nostri genitori arrivava l’ambito regalo. In un bel pellame, fatto da artigiani e che ti durava 10 anni.

 

Quindi, la conclusione, interessata e anche disinteressata, è quella di supportare le attività locali, che nella loro storia si sono comportate bene con i clienti e che offrono prodotti ricercati, differenti, che spesso sono pensati in base alla clientela che ognuno ha. Certo, per essere onesto, molti commercianti, anche di quelli storici, non si comportano al meglio con la loro clientela.

In alcuni negozi, percepisci che il loro scopo è solo quello di “vendere”, cosa del tutto legittima, ma che non è etica e corretta se non tiene conto, che quel particolare prodotto è quello che serve a quel particolare cliente!

Lo spirito che quindi dovrebbe motivare un vero commerciante è esattamente quello degli altri professionisti. Diventare un vero CONSULENTE!

Ed è questo il vero obiettivo che io inseguo, sarà difficile, magari molti non ci credono, però è così che trovo la serenità e lo scopo del mio lavoro.

Bon! Chiusa questa parentesi lacrimevole….torniamo alla scelta della merce da proporre ai clienti.

 

Ragiona su questa differenza.

 

Quando visitiamo le fiere, e selezioniamo i fornitori e quindi i modelli, abbiamo in mente come costruire la nostra offerta pensando alle esigenze dei nostri clienti.

Non sto esagerando…Pensiamo ad alcuni di quelli più rappresentativi e cerchiamo di pensare quali occasioni di utilizzo possono avere nella stagione. Aggiungiamo poi dei tocchi di fantasia per rendere il tutto particolare e anche armonico.

 

Un lavoro davvero faticoso, ma che ci rende diversi da tutti.

 

Sai cosa succede invece ai negozi monomarca?

 

Uno stilista disegna una linea di prodotti per tutto il mondo, i titolari di questi monomarca  a volte scelgono all’interno del campionario presentato, a volte neanche quello.

Ci pensa il produttore a mandare via via quello che produce. La stessa identica merce a Messina, come a Frosinone, come a Belluno (solo per restare in Italia)

 

Quando invece, noi sappiamo benissimo come alcuni prodotti sono più apprezzati in alcune zone, rispetto ad altre. Un certo stile di scarpa, può andare alla grande a Riccione, essere apprezzato da pochi in Veneto e magari schifato a Milano.

 

Giungono voci di un ritorno della gente alle piccole attività locali, ai piccoli negozi del centro che sanno offrire un’esperienza più ricca e coinvolgente….

Se ci pensi bene, nel ricco settore del food (alimentari, vino, allevatori) è già una forte tendenza di mercato.

 

La domanda che mi faccio…Ne arriveranno ancora di vive all’appuntamento?

 

Dal canto nostro ce la mettiamo tutta. Magari specializzandoci ancora, in modo che il nostro cliente-tipo, possa trovare tutto quello che fa al caso suo.

Qui per esempio puoi trovare tutto il nostro assortimento, che ci è costato, viaggi, stress e qualche notte agitata.

 

Oh…se sei ancora qui dopo tutto sto po’ po’ di discorso, fammi il piacere di farmi conoscere cosa ne pensi.

Di solito dove fai i tuoi acquisti?

Il servizio che trovi ti soddisfa?

Le tue impressioni e esperienze saranno utilissime per non lasciare solo il mio pensiero, anzi per magari trovare altri spunti di riflessione!

Grazie

Alla prossima

 

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